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Piante succulente
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 Nota disambigua – Se stai cercando Il gruppo musicale, vedi Piante Grasse.
 
Esemplare di agave americana 
Agave a grandi fogliePiante succulente (impropriamente, piante grasse) vengono 
chiamate quelle piante dotate di particolari tessuti "succulenti", i parenchimi 
acquiferi, tramite i quali possono immagazzinare grandi quantità di acqua.
L'acqua assorbita durante i periodi di pioggia viene amministrata sapientemente, 
durante i periodi di siccità, migrando ad ogni distretto dell'organismo della 
pianta che la richieda. Per la presenza del tessuto succulento, foglie, fusti e 
radici di queste piante diventano carnosi e ingrossati, assumendo - a seconda 
del tipo - forme tipiche quali quelle sferiche, colonnari, a rosetta, appiattite 
ecc.
Le succulente sono spesso indicate, erroneamente, col termine generico di 
'Cactus', che in realtà si riferisce ad una determinata famiglia di tali piante, 
tutte originarie delle Americhe. Mentre quasi tutti i cactus sono succulente, 
non tutte le succulente sono cactus.

Glossario:
  Acaule: senza fusto. 
  Bulbo: fusto modificato sotterraneo con funzione di protezione della gemma 
  Caule: fusto. 
  Glochido: spina. 
  Tepali: elementi di un perigonio. 
  Xerofita: pianta che vive in zone aride. 


      Indice [nascondi]
        1 Caratteristiche 
        2 Ambiente 
        3 Coltivazione 
          3.1 Gli attrezzi e composti essenziali 
          3.2 Terreno 
          3.3 Innaffiature 
          3.4 Vasi 
          3.5 Rinvasi 
        4 Moltiplicazione 
          4.1 Semi 
          4.2 Germogli 
          4.3 Talea 
          4.4 Innesto 
        5 Fioritura 
        6 Famiglie di piante succulente più note 
        7 Voci correlate 
        8 Bibliografia 
        9 Collegamenti esterni 


 Caratteristiche  [modifica]
Le succulente sono piante adattate a vivere in condizioni di aridità più o meno 
pronunciata mediante l'assorbimento di grandi quantità di acqua in un tessuto 
apposito, detto parenchima acquifero, spugnoso e formato da grandi cellule 
rotondeggianti e ampi spazi intercellulari interposti, localizzato in vari 
organi delle piante. Una volta assorbita, l'acqua è conservata mediante alcuni 
accorgimenti, tra cui l'ispessimento epidermico dato da cutine e la secrezione 
di cere idrofobiche protettive. Anche la produzione di peluria (tricomi) aiuta 
le piante a diminuire le perdite per traspirazione. Spesso le foglie sono 
trasformate in spine (es. Echinocactus) e la fotosintesi clorofilliana viene 
effettuata dal fusto modificato. Riassumendo, oltre alla "succulenza" queste 
sono le principali caratteristiche che le piante succulente hanno sviluppato per 
ridurre al minimo la perdita di acqua:
  alcune presentano metabolismo CAM per minimizzare la perdita di acqua 
  foglie assenti, ridotte o di forma sferica 
  riduzione del numero di stomi 
  il fusto è la sede principale della fotosintesi 
  la forma di crescita è compatta: colonnare, sferica o a cuscino compatto 
  presenza di cere, cutine e peli sulle superfici esterne per ridurre la perdita 
  d’acqua mediante la creazione di un micro-habitat umido intorno alla pianta e 
  mediante la riduzione del flusso d’aria sulla sua superficie. 

      Echinocactus grusonii: fusto fotosintetizzante e foglie trasformate in 
      spine
      morfologia a rosetta
      Lithops




Questa capacità di ottimizzazione dell'acqua ha permesso alle piante succulente 
di colonizzare habitat caratterizzati da climi tropicali aridi e sub-aridi, 
ossia luoghi in cui si verificano piogge solo per un periodo dell'anno 
(generalmente l'estate), seguite da un lungo periodo di totale siccità.
 Ambiente  [modifica]
Originarie di zone aride e desertiche nelle quali si sviluppano assieme ad altre 
piante xerofile, sono in grado di resistere a lungo alla siccità. Crescono 
prevalentemente in terreni predesertici, dove si alternano periodi di grande 
siccità a periodi di piogge più o meno intense.
Le si possano trovare in quasi ogni clima della terra, che sia caratterizzato da 
temperature medie sopra gli 0 °C durante il periodo della vegetazione e in cui 
le piogge siano abbastanza scarse da limitare la crescita delle piante non 
xerofite (mesofite). Non si trovano nelle zone con assenza totale di piogge, in 
quanto non potrebbero realizzare la riserva idrica minima necessaria alla 
sopravvivenza.
Alcune le si possono trovare persino nelle foreste umide, in America centrale e 
meridionale, in Africa, Madagascar e Asia; in cui sono molto competitive nella 
colonizzazione di habitat epifitici della volta forestale, assieme a tillandsie, 
microfelci e altre piante che condividono questo abito di crescita possono così 
trovare la luce che filtra negli strati più alti del fogliametra queste, 
l'Epiphyllum o gli Hylocereus: per questo vengono chiamate piante piante 
epifite.
Nelle Isole Canarie o nel Madagascar si trovano succulente di grandi dimensioni 
come la Euphorbia.
In Europa si possono trovare molte specie di Sedum, di Sempervivum e di Agave.
In Messico, California si trovano le specie più resistenti e grandi, in grado di 
permettere agli animali di scavare nel loro fusto gallerie che servono da 
rifugio.
In coltivazione le piante succulente necessitano di posizioni luminosissime 
anche se durante l'estate alcune specie non gradiscono il pieno sole in quanto 
adattate alla vita in comunità vegetali in cui le piante più grandi offrono 
protezione a quelle più piccole.
 Coltivazione  [modifica]
La coltivazione delle "piante grasse" non è indicata in appartamento (anche se a 
volte si possono ottenere buoni risultati anche con una coltivazione domestica) 
in quanto non si può dar loro tutta la luce, l'aerazione e la temperatura giusta 
di cui necessitano specialmente durante il periodo invernale (che oscilla tra i 
4°C e i 7°C e che garantisce un naturale riposo). Questa necessità è 
indispensabile per una buona fioritura e crescita durante il periodo estivo.
 Gli attrezzi e composti essenziali  [modifica]
1) Un coltello multiuso è essenziale per la riproduzione a talea. 2) Guanti in 
pelle. 3) Piccole cesoie. 4) Un cucchiaio grosso per travasare piccole piante in 
spazi ridotti. 5) Un pennello a punta fine per l'impollinazione manuale. 6) Un 
pennello a setole grandi e morbide è essenziale per pulire ragnatele e terra fra 
le spine. 7) Torba. 8) Pietrisco. 9) Terriccio. 10) Ciottoli non piu grandi di 
un pisello.
 Terreno  [modifica]
Queste piante vivono in situazioni ambientali tra le più disparate come: terreni 
sassosi, deserti, anfratti rocciosi, sugli alberi, ecc. È molto importante 
perciò che il terreno sia il più possibile poroso e drenante in modo che l'acqua 
non stagni predisponendo l'insorgenza del marciume radicale. Si dovrà quindi 
disporre di un composto di terra non concimata con un'aggiunta di sabbia 
grossolana e un composto di mattoni triturati. Questo tipo di terriccio non 
permette alle radici di rimanere troppo a lungo imbevute di acqua. Per evitare 
questo inconveniente si dovrà avere cura, in alcune specie particolarmente 
delicate, di utilizzare vasi di terracotta e l'impiego di una pacciamatura 
leggera di ghiaietto, pozzolana, pomice o lava in granuli, in modo da 
scoraggiare l'insorgenza di marciumi al colletto.
 Innaffiature  [modifica]
La maggior causa di morte nelle succulente in coltivazione sono le innaffiature 
eccessive.Il metodo più sicuro per calcolare la quantità di acqua del terreno e 
un misuratore di umidità.Di media le succulente hanno bisogno di acqua nel 
periodo di crescita (primavera,estate)1 volta ogni 2 settimane e diminuendola 
notevolmente se lasciate intorno ai dieci gradi nel periodo di riposo 1 volta 
ogni 3 settimane(inverno).Il momento migliore per innaffiarle è la mattina o il 
tardo pomeriggio. Un famoso detto dei coltivaotri di queste piante recita: "in 
caso di dubbio, è meglio non innaffiare". Va inoltre tenuto a mente che, le 
piante messe in piena terra non hanno assolutamente bisogno di acqua per tutto 
l'anno in quanto, le loro radici assumeranno la quantità di acqua a loro 
necessaria direttamente dall'umidità del terreno.
 Vasi  [modifica]
La scelta del vaso per la coltivazione delle piante succulente può ricadere sia 
su vasi di terracotta, di plastica, di metallo o di legno: l'ideale resta 
comunque la terracotta; la cosa importante è la cura a cui viene sottoposta la 
pianta.
Quando si acquista una piantina, questa solitamente viene venduta in piccoli 
vasi di plastica che sono provvisori ed esclusivamente riservati alla vendita, 
per cui si dovrà procedere ad un immediato rinvaso in un recipiente più adatto 
alla pianta.
 Rinvasi  [modifica]
L'operazione di rinvaso andrebbe eseguita ogni volta che si nota la fuoriuscita 
delle radici dai fori di scolo sul fondo del vaso. Il periodo migliore è la 
primavera e l'inverno.
Per rinvasare piante di fusto globoso si possono usare guanti adatti che si 
trovano facilmente in commercio; se non si dispone di guanti un facile 
espediente che si po' adottare consiste nell'usare un foglio di giornale 
ripiegato, si avvolge la pianta e tenendola ferma si fa ruotare leggermente il 
vaso in modo che la pianta stessa si stacchi dal contenitore; per le piante a 
fusto lungo si afferrerà invece la pianta alla base.
Dopo aver svasato le piante, se le radici si presenteranno troppo lunghe, le si 
potrà tagliare nella parte terminale; in questo caso dopo il rinvaso si 
attenderà qualche giorno prima di procedere all'annaffiatura in modo da 
consentire alla parte tagliata di asciugare ed evitare marciumi. Prima del 
rinvaso si procederà a chiudere il foro con un coccio rovesciato; si aggiungerà 
della sabbia molto grossolana, poi della sabbia fine e per ultimo il terriccio.
Un metodo alternativo di rinvaso, che nel contempo permette di creare 
all'interno del contenitore una consistente riserva d'acqua, sufficiente per 
almeno trenta giorni, contempla l'utilizzo di un nuovo prodotto, introdotto 
recentemente sul mercato. Si tratta di una tasca in materiale filtrante (tessuto 
non tessuto), che contiene a proprio interno tutto il necessario. Basta aprire 
la confezione, immergere il prodotto in acqua e attendere almeno 40 minuti, per 
dare tempo ai cristalli di poliacrilamide di espandersi completamente (assorbono 
sino a 450 volte il proprio peso in acqua), inserirlo nel vaso di diametro 
adatto e completare il rinvaso.
Il fertilizzante a lento rilascio, contenuto all'interno dell'involucro, 
garantisce il corretto apporto di sostanze nutritive durante l'intera stagione 
vegetativa. Secondo le indicazioni fornite dal produttore, il dispositivo è 
inoltre in grado di trattenere qualsiasi elemento chimico aggiunto all'acqua di 
irrigazione. Assorbe pertanto le soluzioni fertilizzanti, battericide, fungicide 
ecc., e le restituisce alle terminazioni radicali secondo il reale fabbisogno 
delle piante.
 Moltiplicazione  [modifica]
Esistono due vie per la moltiplicazione di queste piante, quella gamica (semi) e 
quella asessuata o agamica (talee, germogli, ecc.). I semi delle succulente sono 
generalmente piccoli: in natura vengono dispersi da animali come formiche, 
uccelli e piccoli mammiferi frugivori oppure dal vento. Nelle coltivazioni si 
può ottenere la moltiplicazione oltre che per seme, per talea di foglia e di 
fusto, e per innesto.
 Semi  [modifica]
Per i coltivatori di piante succulente è il metodo che da le maggiori 
soddisfazioni, ma devono essere seguite alcune regole essenziali. Molto 
importante è il terriccio e la temperatura in cui vanno conservati i semi. Per 
questo è meglio che siano utilizzati in serre, a questo scopo esistono in 
commercio piccole serre riscaldate che possono essere tenute anche in un 
appartamento.
I semi andranno deposti in un letto di terra composta da terra fine concimata e 
da sabbia fine, mentre i semi più grandi andranno leggermente ricoperti. Il 
terreno dovrà essere mantenuto sempre umido; la temperatura deve oscillare 
costantemente tra i 16 e i 21°C. La serra va esposta in posizione di 
semi-luminosità; osservando queste regole dopo pochi giorni si avranno i primi 
germogli: alcune specie però, ad esempio le Opuntia, posso impiegare oltre un 
anno per germogliare.
 Germogli  [modifica]
Piante come l'agave, l'aloe, la sedum, la sempervivum, ecc., emettono germogli 
alla base che possono essere separate dalla pianta madre e invasate per ottenere 
una nuova pianta.
 Talea  [modifica]
La talea si può effettuare con qualsiasi pianta succulenta anche se il metodo 
dipende dal tipo di pianta che si vuole far riprodurre. Se vogliamo far 
rinascere una pianta che è caduta o si è rotta dobbiamo ripiantarla nella terra; 
altrimenti si possono prendere foglie o porzioni della pianta e si appoggiano 
sulla terra. Per quanto riguarda i cactus, purtroppo, bisogna aspettare che la 
pianta produca in modo naturale un germoglio che andrà poi staccato dalla pianta 
madre.
Affinché la talea di una pianta grassa attechisca è necessario attendere una 
quindicina di giorni prima di piantarla nel terreno, cioè è necessario attendere 
che la base della talea si asciughi, per evitare il rischio che la talea 
marcisca.
 Innesto  [modifica]
Tecnica mediante la quale si uniscono due o più piante, o loro parti, con lo 
scopo di ottenere una saldatura come se si trattasse di un unico corpo. La 
pianta che riceve l'innesto si chiama soggetto o portainnesto, quella che si 
inserisce marza o nesto. L'innesto si esegue di preferenza sulle Cactaceae, ma 
anche su Euphorbiaceae ed Asclepiadaceae. Molteplici sono gli scopi per cui esso 
è eseguito: accelerare la crescita di soggetti lenti; salvare una piccola 
porzione sana di una pianta malata; moltiplicare piante che emettono radici con 
difficoltà.
Sono buoni portainnesti per le cactaceae: Trichocereus spachianus, T. 
macrogonus, T. pachanoi, T. bridgesii, Opuntia, Hylocereus; Echinopsis si presta 
bene per Aztekium, Ariocarpus, Uebelmannia; Harrisia per Sulcorebutia; 
Myrtillocactus è molto indicato per Ortegocactus. Fra le succulente: Ceropegia 
woody per le Asclepiadaceae; Pachypodium lamerei e Oleandro per le Apocynaceae; 
Euphorbia mammillaris ed E. canariensis per Euphorbia in genere; Alluaudia 
procera per le Didieraceae; Crassula portulacea per le Crassulaceae; Stapelia 
per Hoodia, Trichocaulon, Tavaresia.
 Fioritura  [modifica]
 
Una Frithia pulchra durante la fioritura.La fioritura delle succulente avviene 
per la maggioranza delle specie ogni anno nel periodo che va da maggio a 
novembre. Alcuni generi impiegano diversi anni a raggiungere la fioritura, come 
ad esempio le Yucca, le Sempervivum o le Agave. Queste piante si sviluppano a 
rosetta e, dopo diversi anni (per le agave ne occorrono anche fino a quindici), 
quando hanno raggiunto la robustezza sufficiente alla fioritura, la loro rosetta 
si sviluppa in fiore; se non hanno emesso polloni o rosette alla base, la pianta 
dopo la fioritura muore.
I cactus sono la famiglia che presenta più di 200 generi diversi. Di questi, 
alcuni, come per esempio la specie Zygocactus truncantus del genere Zygocactus, 
fiorisce a fine dicembre ed è per questo comunemente chiamata cactus di Natale; 
altre ancora, come nel genere Rebutia, fioriscono verso la metà dell'autunno.
In sostanza, diversificando accuratamente una scelta di piante succulente si 
potrà avere una fioritura durante tutto l'anno.
 Famiglie di piante succulente più note  [modifica]
  Agavaceae 
  Aizoaceae 
  Amaryllidaceae 
  Apocynaceae 
  Araceae 
  Asclepiadaceae 
  Bromeliaceae 
  Cactaceae 
  Compositae 
  Crassulaceae 
  Cucurbitaceae 
  Didieraceae 
  Dioscoreaceae 
  Euphorbiaceae 
  Geraniaceae 
  Gnetaceae 
  Liliaceae 
  Pandanaceae 
  Passifloraceae 
  Portulacaceae 
  Vitaceae 
 Voci correlate  [modifica]
  Elenco di piante succulente 
  Piante 
  Piante epifite 
  Botanica 
  Giardinaggio 
 Bibliografia  [modifica]
  Piante grasse. Le cactacee - Mariella Pizzetti, editore Mondadori, 1985 
  Piante grasse - Ronald Ginns, traduzione di Francesco Bertolomasi, Edizioni 
  Agricole, 1989 
 Collegamenti esterni  [modifica]
  Associazione internazionale Cactus & Co (amici delle piante grasse) sito della 
  sezione italiana 
  CactusBase 
  Piante grasse, informazioni e schede 
  Cactofili 
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Piante_succulente"
Categoria: Piante succulente
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